Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

L'attore ha reputato offensivi i messaggi inviati da Corona sul web: anche il suo avvocato ha sporto querela

Sono emersi i dettagli della querela presentata da Raoul Bova nei confronti di Fabrizio Corona, terminale della catena che ha portato alla pubblicazione dei messaggi privati tra l'attore e Martina Ceretti. Il Corriere della sera riferisce che Bova avrebbe querelato Corona per diffamazione ma anche per "illecita diffusione di dati personali" perché secondo lui (e il suo avvocato) ci sarebbe stata la volontà di guadagnare e di arrecare un danno. Si tratta di un reato punito con una pena massima di 3 anni di carcere che secondo la difesa dell'attore si configura attraverso il messaggio diffuso da Corona nel suo profilo Telegram, perché avrebbe esortato i suoi follower (molto numerosi) a diffondere il contenuto del suo canale.

"Condividetelo con i vostri amici raga, così normalizziamo un po' questo 'VIP', che non sono più fighi di voi", ha scritto Corona. Secondo la parte querelante si tratta di una "condotta scellerata" e la finalità del profitto "appare innegabile", anche perché la fruizione di parte del canale YouTube di Corona può avvenire solo dietro pagamento di un abbonamento. Ma ci sono ovviamente anche le pubblicità, che alimentano un guadagno attraverso le visualizzazioni. Il danno inflitto all'attore, poi, come riferisce il Corriere della sera, esiste perché Corona "ha dato il via ad una diffusione virale dei contenuti illecitamente pubblicati, strumentalizzati a fini di scherno e di irrisione". Anche l'avvocato Annamaria Bernardini De Pace, che segue l'attore dal punto di vista civile per l'affidamento delle figlie e per la segnalazione fatta al Garante della Privacy.