L’Opec+ punta al recupero di quote di mercato, approfittando di una fase in cui gli Stati Uniti dello shale oil per la prima volta da un decennio – tolto il periodo del Covid – stanno arretrando, sul fronte della produzione e dell’export di greggio.

Il disegno dell’Arabia Saudita, vero regista delle strategie della coalizione di produttori di petrolio, sembra più evidente dopo gli sviluppi dell’ultimo fine settimana, quando gli otto Paesi del gruppo impegnati nel ritiro dei cosiddetti tagli «volontari» hanno annunciato a sorpresa un’ulteriore accelerazione nella riapertura dei rubinetti, con un incremento di ben 548mila barili al giorno in programma per agosto: ancora più sostanzioso di quelli da 411mila bg dei tre mesi precedenti, che a loro volta erano volumi triplicati rispetto all’indicazione iniziale.

A distanza di poche ore Saudi Aramco ha comunicato, sempre per agosto, un rincaro superiore alle attese...