Sono arrivati da Gerusalemme in venticinque.
"Dovevamo essere molti di più, da tutte le parrocchie ma molti, dopo la guerra di marzo", quella con l'Iran, "hanno cancellato il pellegrinaggio. Noi siamo qui". Lo dice all'ANSA il frate che guida questo gruppo di giovani, fra Jhonny Jallouf. E' nato ad Aleppo, vive a Gerusalemme, ed in pratica è tutta la vita che confronta la sua fede con i conflitti del Medio Oriente. Suo fratello gemello George, anche lui frate, è anche lui a Tor Vergata per il Giubileo dei Giovani.
"Lui guida il gruppo dei siriani, sono in venti". Tutti giovani che si confrontano in Medio Oriente con un grande dolore, quello di vedere le loro terre divise e in conflitto da anni. I ragazzi arrivati da Gerusalemme sono del gruppo Agape, Amore, e sulle magliette hanno la scritta: "Dio è amore e l'amore non avrà mai fine", richiamando una frase di San Paolo. Sono qui "con Gaza nel cuore e soprattutto nelle preghiere" dice padre Jallouf all'ANSA. "I giovani di Gerusalemme chiedono la pace e di essere uniti in Cristo che è amore. E dove c'è amore non ci sono divisioni, rivalità. Siamo qui per testimoniare questo proprio da quella Terra Santa dove Cristo è vissuto e ha sofferto ma anche portato un annuncio di pace e di amore".









