"Io a Gaza? Ma veramente ci sono tanti luoghi dove io personalmente vorrei andare".

Papa Leone torna incessantemente a chiedere la pace per la quale, dice, "ho lavorato anche in vacanza". Pausa terminata per Prevost che ritorna in Vaticano dopo i giorni trascorsi a Castel Gandolfo nella residenza estiva.

"Bisogna incoraggiare tutti a lasciare le armi, il commercio che c'è dietro ogni guerra -dice - le persone diventano solo strumenti senza valori noi dobbiamo insistere sulla dignità di ogni essere umano, di tutti, cristiani, musulmani.. tutti sono figli di Dio".

Durante il soggiorno il Papa non ha mai smesso di operare per la fine dei conflitti perchè "grazie a Dio la voce della Chiesa è ancora importante e continuiamo spingere per la pace". Ed infatti ha ricevuto nella breve parentesi di Castel Gandolfo anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Si è concesso poi una visita alle ospiti della casa di riposo "Santa Marta" e alla specola vaticana alternati a qualche affaccio fuori programma per salutare pellegrini e bambini di passaggio e persino una videochiamata con l'astronauta dello sbarco sulla Luna, Buzz Aldrin, per papa Leone è arrivato oggi il giorno del rientro in Vaticano. Dal 6 luglio scorso, papa Prevost ha soggiornato a Villa Barberini che Leone ha utilizzato proprio come un "Vaticano secondo", così come facevano in tempi recenti Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Leone si è concesso volentieri a riprendere questa tradizione che è stata praticamente di tutti i Papi del Novecento, pur tenendo sempre aggiornati tutti i dossier, sia quelli geopolitici ed internazionali come ha dimostrato la visita di Zelensky, sia quelli interni, ben sapendo di dover presto procedere anche alle prime nomine tra cui in primis quella di Prefetto della Congregazione per i vescovi, la carica rimasta vacante dopo la sua elezione.