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Ultimo aggiornamento: 13:24
A Prato, in via Respighi, nel cuore della città, è stata scoperta una banca illegale che riciclava denaro utilizzando criptovalute e rilasciava documenti d’identità contraffatti. A renderlo noto è stata la procura pratese guidata da Luca Tescaroli, che ha ritenuto necessario “far conoscere alla collettività la realtà criminale riconducibile agli esponenti dei gruppi cinesi e le notevolissime dimensioni economiche delle attività gestite sul piano transnazionale”.
La scoperta è arrivata grazie alla perquisizione di un cittadino cinese di 45enne, Cheng Bangjie. In uno dei quattro cellulari in suo possesso, sono stati trovati “due software wallet Token Pochet collegati a due indirizzi telematici, sui quali risulta una movimentazione di criptovalute per valori ingenti”. Tra il 5 aprile e il 26 luglio 2025, infatti, sono stati depositati 10.769.000 Usdt_Trx, una criptovaluta stablecoin (progettata per mantenere stabile il suo prezzo) ancorata al valore del dollaro, per un controvalore di oltre 9.040.000 euro. Tali fondi risultano provenire per oltre il 90% da servizi di exchange.
L’analisi delle transazioni in uscita ha poi evidenziato come i fondi venissero depositati su una piattaforma registrata in Cambogia, segnalata dalla FinCen, agenzia governativa sotto il Dipartimento del Tesoro statunitense per la lotta contro i reati finanziari, come un istituto finanziario che opera come centro di riciclaggio di denaro. Sul secondo indirizzo, invece, dal 26 luglio sono state depositate criptovalute per un valore di oltre 320.000 euro e, anche in questo caso, i fondi risultano provenire per oltre l’85% da servizi di exchange.






