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MILANO – Dopo un incontro durato poco meno di due ore con il sindaco Giuseppe Sala a Palazzo Marino, hanno strappato un tavolo istituzionale con Comune, Prefettura e, probabilmente, Regione Lombardia. Le ‘famiglie sospese’ le stanno provando tutte – manifestazioni di piazza, incontri in Comune e in Procura – per farsi ascoltare e provare a trovare soluzioni ai loro enormi problemi: il Comitato “Famiglie sospese, vite in attesa“, costituito ufficialmente lo scorso febbraio, rappresenta una parte delle 4.500 famiglie – una stima del Comitato – che hanno acquistato case in immobili privati sequestrati o tramite progetti stoppati o congelati in varie zone di Milano a causa delle inchieste della Procura sui permessi edilizi rilasciati dal Comune. Si va dalle Park Towers a Crescenzago alle Residenze Lac davanti al Parco delle Cave.
Sì, parliamo dei progetti di ristrutturazione di piccoli edifici che si sono trasformati in grattacieli grazie a una semplice Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) invece di un Permesso a costruire. Una pratica edilizia meneghina che dura da oltre dieci anni, si è consolidata nell’era delle Giunte Pisapia e Sala (dunque dal 2011 ad oggi), ma che da oltre un anno è finita nel mirino del Palazzo di Giustizia. Risultato: 150 progetti o cantieri bloccati e nuove pratiche edilizie in stallo.













