In una città paralizzata dalla maxi inchiesta sull’urbanistica, che vede coinvolte oltre 4.500 famiglie in attesa di risposte e 150 cantieri bloccati, il sindaco Sala sembra avere una sola preoccupazione: trovare un nuovo spazio per i leoncavallini, rimasti da giovedì senza casa.
Il sindaco Sala, che ha lamentato di essere stato avvisato solo in un secondo momento, ribadisce la necessità di trovare una soluzione, in quanto il centro sociale - come ha spiegato più volte rappresenta un «valore storico della città». «A mio parere, questo centro sociale deve continuare a emettere cultura, chiaramente in un contesto di legalità. Da anni e anni è un luogo pacifico di impegno. Confermo la volontà di mantenere aperta l’interlocuzione con i responsabili delle attività del centro sociale», aveva detto a poche ore dalla notizia di sfratto.
A rincarare la dose ci ha pensato anche la numero due di Palazzo Marino, la vicesindaca Anna Scavuzzo, che ieri ha definito il ripristino della legalità una «prova di forza».
La Dem ha inoltre confermato che nella prossima seduta di Giunta, il 28 agosto, sarà votata la delibera con le linee guida per le manifestazioni di interesse sull’area comunale di via San Dionigi: primo step per una eventuale nuova casa del Leonka.













