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Dura nota di Palazzo Chigi: i giudici si prendono spazi della politica. L'Italia chiederà di anticipare l'entrata in vigore del Patto sull'immigrazione prevista nel giugno 2026
Che la sentenza della Corte Ue sulla definizione dei Paesi sicuri e sul protocollo Italia-Albania non sarebbe stata favorevole al governo italiano era nell'aria, almeno stando ai rumors filtrati negli ultimi giorni sia da Lussemburgo che da Bruxelles. E forse è anche per questa ragione che la scorsa settimana Giorgia Meloni ha deciso di riprendere in mano in prima persona il dossier migranti e aggiungere due missioni lampo alla sua già fitta agenda di trasferte internazionali. La prima giovedì scorso in Tunisia, la seconda ieri in Turchia, dove a Istanbul ha avuto un incontro non solo con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ma anche con il primo ministro della Libia Abdelhamid Dbeibah, che guida il governo di unità nazionale con sede a Tripoli e riconosciuto dall'Onu. Un trilaterale durante il quale si è discusso sì di energia e cooperazione, ma si è soprattutto affrontato il dossier dei flussi migratori.







