Le vicende giudiziarie in merito alle politiche urbanistiche di Milano invitano a una riflessione generale sul tema «casa»: un bene primario sempre meno accessibile nelle grandi metropoli, soprattutto per le categorie economicamente vulnerabili. A Milano la crisi abitativa è particolarmente seria. Ma il problema riguarda tutte le grandi città europee. Da sempre i centri urbani più dinamici hanno attratto nuovi abitanti, in particolare giovani intraprendenti in cerca di opportunità educative e lavorative. Oggi per questo prezioso capitale umano i costi immediati di trasferimento sopravanzano l’aspettativa di benefici futuri: il circolo virtuoso si sta rompendo, a livello sia individuale sia collettivo.
Ripensare le città (e le case)
Nell’ultimo quindicennio prezzi ed affitti medi sono aumentati almeno del 50%, in alcune metropoli europee sono raddoppiati. Per i giovani, l’acquisto è diventato un’opzione irrealizzabile se non si appartiene al ceto medio-alto







