GEMONA DEL FRIULI (UDINE) - Alessandro Venier, 35 anni, voleva andarsene in Sudamerica con la figlia di sei mesi. E voleva farlo sabato scorso, cioè un giorno dopo rispetto a quello che sarebbe stato quello dell’orrore. E stando alle ricostruzioni, avrebbe portato con sé anche la compagna 30enne. Avrebbe fatto leva su di un’attività avviata in Colombia. La nonna della piccola, quindi, non avrebbe mai più visto suo figlio, la nuora e la bimba. Dettagli che emergono dall’interrogatorio della madre Lorena Venier. E che aiuterebbero a spiegare il movente del delitto, almeno in parte.
Era cresciuto a Gemona dove aveva vissuto nella casa di famiglia insieme alla madre Lorena e alla nonna. Una realtà che, col tempo, aveva iniziato a percepire come troppo stretta. Più volte aveva confidato agli amici di sentirsi soffocare in Friuli e di desiderare una vita altrove. Il suo sogno era trasferirsi definitivamente in Colombia, un Paese che aveva visitato diverse volte e dove secondo molti immaginava di costruire il proprio futuro. Un desiderio che, tuttavia, si scontrava con la realtà quotidiana: da sei mesi era diventato padre di una bambina e la compagna, Maylin Castro Monsalvo, 30 anni, di origini colombiane, stava affrontando una difficile depressione post-partum, seguita dai servizi di salute mentale della zona. Proprio questa sua volontà di partire per il Sudamerica, manifestata in più occasioni, da quanto emerso, sarebbe stata motivo di discussione sia con la madre che con la compagna.















