Nella notte tra il 31 luglio e l’1 agosto, un nuovo capitolo della guerra commerciale tra l'Europa e gli Stati Uniti è stato scritto con la conferma dei dazi al 15% sulle esportazioni europee. Anche volendo vedere il bicchiere mezzo pieno (la minaccia del presidente americano era di dazi al 30%), si tratta comunque di un colpo diretto all'industria italiana, soprattutto quella vocata all’export, che dovrà affrontare una nuova tempesta di incertezze. La tariffa del 15% colpisce, almeno in questa prima fase, anche le icone del made in Italy, come vino, olio e prosciutto. E per ora non sono previste esenzioni, anche se la Commissione europea - trainata dalla spinta di Italia e Francia sull'agroalimentare - si è detta «determinata» nel voler strappare «il numero massimo possibile di deroghe». Ma mentre si attende di capire quali potranno essere gli ulteriori sviluppi, le aziende italiane sono già alle prese con le nuove modifiche al sistema dei Codici Ateco, strumento cruciale anche per definire i regimi fiscali e doganali applicabili.