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Roberto Occhiuto, il presidente della Calabria, ha annunciato giovedì che si dimetterà, ma che intende ricandidarsi alla presidenza della regione nelle prossime elezioni. La decisione di Occhiuto è una risposta all’inchiesta per corruzione in cui è indagato da circa un mese e mezzo. Occhiuto in un messaggio video sui social dice di voler far decidere agli elettori calabresi se il suo lavoro «deve continuare» e sostiene che dall’apertura delle indagini sarebbe impossibile continuare a gestire l’amministrazione perché «nessuno si assume la responsabilità di firmare niente».

Occhiuto, ex capogruppo di Forza Italia alla Camera, è stato eletto nel 2021 e l’11 giugno aveva annunciato con un altro video di essere indagato per corruzione, in un caso che coinvolge anche un suo ex socio, Paolo Posteraro, e l’amministratore unico di Ferrovie della Calabria Ernesto Ferraro. Occhiuto è indagato dalla procura di Catanzaro e al centro delle ipotesi di corruzione ci sarebbero quattro società in cui è socio con Posteraro, il capo della segreteria della sottosegretaria Matilde Siracusano, che è anche la compagna di Occhiuto.

Il mandato di Occhiuto sarebbe normalmente scaduto nell’autunno del 2026, con elezioni previste per ottobre, che ora dovrebbero essere anticipate di almeno un anno: non ci sono ancora date ufficiali, che verranno stabilite solo dopo l’effettivo atto formale delle dimissioni. Anche dopo la notizia dell’avviso di garanzia i partiti che sostengono la maggioranza di Occhiuto, cioè Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega hanno ribadito il loro sostegno al presidente regionale.