Un piccolo coleottero dall’aspetto innocuo, ma capace di causare danni devastanti al patrimonio arboreo, è tornato a farsi vedere nel Nord Italia. L’Anoplophora glabripennis, meglio conosciuto come tarlo asiatico del fusto, è stato recentemente individuato a Villaverla e Caldogno, nel Vicentino, dove sono state avviate le prime operazioni di contenimento. L’insetto, originario dell’Estremo Oriente, è inserito nella lista degli organismi nocivi da quarantena e rappresenta una seria minaccia per diverse specie di latifoglie, tra cui aceri, betulle, tigli e olmi.
Cinque focolai
Le autorità locali, su segnalazione del Servizio Fitosanitario Regionale, hanno confermato cinque focolai in aree pubbliche e altre dieci segnalazioni su aree private. Al momento l’infestazione sembra contenuta, ma non si esclude l’abbattimento di decine di alberi nei prossimi mesi per evitare la diffusione del parassita. «Non bisogna prendere iniziative autonome — ha avvisato il sindaco di Villaverla, Enrico De Peron — ma affidarsi alle istruzioni dei tecnici. Questo coleottero attacca betulle, aceri, tigli, olmi e frassini. La presenza del tarlo asiatico è un problema agroforestale, non è pericoloso per la salute umana», rassicura.









