Con l’esplosione della primavera e l’aumento delle temperature, torna a farsi sentire la presenza invadente della Takahashia japonica, una cocciniglia esotica meglio conosciuta come la “signora degli anelli” o “cocciniglia dai filamenti cotonosi“. Le sue caratteristiche formazioni bianche ad anello, gli ovisacchi che contengono le future larve, stanno nuovamente ammantando i rami di numerosi alberi in molte zone del Nord Italia, con una particolare concentrazione in Lombardia, suscitando la preoccupazione dei cittadini. Questi ovisacchi, dalla consistenza quasi gommosa e spesso scambiati per nidi di processionaria o addirittura per vermi, sono il segno più evidente dell’infestazione. Una volta schiusi (solitamente tra fine maggio e inizio giugno), le giovani neanidi si spostano per attaccare le foglie della pianta ospite o di altre essenze vicine, nutrendosi della loro linfa.
La buona notizia, come sottolineano le autorità sanitarie e fitosanitarie, è che la Takahashia japonica non rappresenta alcun pericolo diretto per la salute dell’uomo o degli animali domestici. Anche un contatto accidentale con gli ovisacchi caduti al suolo non comporta rischi. La preoccupazione, però, è reale per la salute delle piante. Le specie più colpite, come conferma il Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia, includono l’acero, l’albizia, l’albero di Giuda, il carpino bianco, il gelso nero e bianco, l’olmo e il liquidambar, quest’ultimo molto diffuso in parchi, giardini e viali alberati.






