L’eterno ritorno degli scandali

2 € al mese

La lunga marcia del pesce scorpione (anzi leone): sei anni fa era a Beirut, nel 2025 è stato ucciso a Palmi (Reggio Calabria) dal sub Luigi Nizzari, nel progetto AlienFish di Francesco Tiralongo. Nelle previsioni di Enrico Toja, presidente dell’associazione ambientalista Elafonisos Eco, nel 2026 avrà raggiunto le coste della Toscana

Roma, 1 agosto 2025 – Pesce scorpione ma non solo: quali sono gli animali – a partire dalle specie aliene invasive – a cui fare attenzione nel Mediterraneo? E quali problemi possono provocare all’uomo? Lo abbiamo chiesto a Daniele Manno – The remote paramedic – un’esperienza in ambienti estremi ma anche nel Mare Nostrum, sempre più tropicalizzato per i cambiamenti climatici.

Che problemi può provocare all’uomo l’incontro – non cercato – con il pesce scorpione (o leone)? Le scuole di pensiero sono diverse, c’è chi tende a tranquillizzare e chi sottolinea i rischi. “Diciamo così – risponde Manno -. Non dobbiamo dare l’idea che questi pesci siano lì ad aspettare noi. Però può capitare che chi è in mare non se ne accorga subito. A Cuba ho scattato fotografie del pesce scorpione in acqua anche molto bassa, qui in Italia non mi è ancora capitato di incontrarlo ma Francesco Tiralongo, professore all’Università di Catania mi ha spiegato che è ormai avvistato stabilmente in Sicilia. Non è un pesce da profondità. Ed è ben ben protetto dal suo sistema di aculei. Quindi bisogna fare attenzione”.