Se la Costa Smeralda è da anni sinonimo di bellezza, glam e di sostenibilità bisogna ringraziare Karim Aga Khan. A lui si deve l’invenzione di un brand di successo che ha già superato i 60 anni di vita. Perché «Costa Smeralda», forse non tutti lo sanno, è un marchio registrato: i 55 chilometri quadrati di costa gallurese, tra Rena Bianca e Poltu Quatu, dove da più di mezzo secolo trascorre le vacanze il jet set internazionale, un tempo erano infatti conosciuti come Monti di Mola. Questo pezzo di paradiso in terra, però, i montimolesi, per secoli, lo hanno sentito come «ingrato, povero, privo di valore» e quel mare da cartolina una maledizione. Così, quando nel 1962 il centinaio di pastori che ancora vi vivevano vendettero per primi le loro terre al principe ismaelita, fu quasi una liberazione. La corsa alle coste sarde comincia da lì. Dal sogno di un principe musulmano, dagli investimenti faraonici, dal Comitato di Architettura, dalle grandi regate veliche e... dal Consorzio, che oggi si estende su 3.500 ettari di terreno, il 96,3% dei quali ancora verde e incontaminato.
Costa Smeralda, ecco quanto vale il «brand» della zona più famosa della Sardegna
Fondato nel 1962 per volere dell’Aga Khan, il Consorzio è nato con l’obiettivo di programmare lo sviluppo urbanistico e valorizzare dal punto di vista turistico una delle coste più belle e più ambite al mondo












