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Il metallo prezioso rivede quota 3.330 dollari. Nel Vecchio Continente Borse in calo
Il segnale che qualcosa cominci a non funzionare sui mercati internazionali lo ha dato ieri il prezzo dell'oro. Il valore del metallo con consegna immediata, dopo settimane di calo, è aumentato dello 0,71% riportandosi verso i 3.300 dollari l'oncia e ravvivando nuovamente le attese di aggiornamento dei record dello scorso aprile quando l'annuncio dei dazi scatenò l'impennata verso quota 3.500 dollari che oggi molti analisti ritengono possa essere nuovamente raggiunta.
Il World Gold Council, l'organizzazione che rappresenta le società aurifere, nel suo consueto report, riferisce infatti che la domanda globale nel secondo trimestre è aumentata del 3% a 1.249 tonnellate. È il massimo dal 2020, periodo nel quale i crolli delle Borse innescati dai lockdown ravvivarono la richiesta del bene rifugio per eccellenza.






