Sicurezza informatica. Il settore, alla Borsa del Nasdaq, corre. E non poco. L’indice del comparto (Nasdaq Cta Cibersecurity Index), nell’ultimo anno, è balzato del 32,06%. Ben di più del generale paniere tecnologico (+20,6%) e di Wall Street (+15,22%).
Alcune aziende, poi, sono letteralmente entrare in orbita. Palantir Technologies, sempre negli ultimi dodici mesi, è salita del 489,8% mentre CloudFlare vanta la performance del 167,2%. Altre società - pure rimanendo con i piedi un po’ più per terra - hanno galoppato non poco. Così Fortinet e CrowdStrike portano a casa rispettivamente l’incremento del 76,9 e 98,2%. Insomma: dinamiche stellari che fanno impallidire l’andatura di Palo Alto Network la quale, prima dell’operazione su CiberArk, era in rialzo del 24%. Certo: c’è anche chi batte in testa. SentinelOne lascia sul parterre il 16,6% mentre Telos è in calo del 37%. Ciò detto, però, il discorso di fondo rimane valido: la cybersecurity è regina in Borsa.
Digitale e hacker
A fronte di un simile contesto, quali le cause? La risposta è - ovviamente - articolata. In primis, c’è il boom della sicurezza informatica. In un mondo sempre più digitalizzato, dove anche le minacce si fanno “smart”, la domanda di protezione digitale cresce a ritmo sostenuto. Non si tratta di casi isolati: l’ultimo attacco sferrato da hacker “made in China” contro varie versioni del software Microsoft SharePoint — utilizzato da chi preferisce tenere i documenti lontani dal cloud — ne è l’ennesima prova. E, così, il mercato globale della sicurezza informatica - in scia anche al contesto geopolitico sempre più difficile tra guerre “calde” e nuove guerre “fredde” -è destinato a crescere.






