Più peso ai Comuni e meno alle Soprintendenze per lavori come i piccoli aumenti di volumetria, l’installazione di pannelli, l’apertura di finestre, la realizzazione di tettoie e verande, la riqualificazione energetica degli edifici. Autorizzazioni semplificate per le attività stagionali e per quelle legate alla messa in sicurezza del territorio. Anche se non ci sarà un utilizzo ad ampio raggio del silenzio assenso, come originariamente ipotizzato.

Sono questi i passaggi chiave del disegno di legge delega di revisione del Codice dei beni culturali. Si tratta della proposta, partita dalla Lega e poi abbracciata dal resto della maggioranza, che punta a rivedere drasticamente le competenze delle Soprintendenze in materia di autorizzazioni paesaggistiche nelle aree vincolate. Il testo ha completato il suo percorso di modifica in commissione Ambiente al Senato; la prossima settimana arriverà il mandato ai relatori, poi ci sarà l’approdo in Aula a settembre.

Procedure semplificate

Gli interventi di lieve entità - dice uno dei passaggi chiave del testo approvato in commissione a Palazzo Madama - non saranno più sottoposti a parere della Soprintendenza. Per loro la competenza esclusiva sarà assegnata agli enti territoriali, «previa verifica di conformità con gli strumenti di pianificazione urbanistica».