Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 22:05
Due viaggi in sequenza, non preannunciati. Prima in Tunisia, poi in Turchia. Sul tavolo, migranti e guerre. Ed è già polemica. Giorgia Meloni si confronta con il presidente tunisino, Kais Saied, e poi con l’omologo turco, Recep Tayyip Erdogan.
Con Saied la premier ha discusso del piano Mattei e di energia, ma sono i flussi migratori il cuore dell’incontro e, con ogni probabilità, lo saranno anche nei colloqui di Istanbul. Meloni ha definito la collaborazione con Tunisi “eccellente” e ha ribadito “l’impegno comune a contrastare le reti criminali di trafficanti” e a “promuovere vie legali di migrazione”.
Parole che hanno portato le opposizioni ad attaccare la presidente del Consiglio: “Va a stringere mani e accordi con Saied mentre una nave commerciale con a bordo 90 sopravvissuti di un naufragio in cui sono morti anche due bambini è bloccata da 50 ore in area di soccorso tunisina, con le autorità italiane e tunisine che si sono rifiutate di intervenire”, dice la segretaria del Pd Elly Schlein.











