Continua il percorso di cooperazione per il contrasto dei flussi migratori irregolari e la stabilizzazione dell’area mediterranea. Ieri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è volata a Istanbul, dove ha incontrato, in un trilaterale, il Presidente turco Recep Tayyp Erdogan e il Primo Ministro del governo di unità nazionale libico, Mohamed Dabaiba.
C’è una ragione di contesto che chiama a tutto questo, e riguarda il riacutizzarsi degli scontri in Libia tra l’area della Cirenaica (appannaggio politico del generale Khalifa Haftar, su cui protende l’egemonia del Cremlino) e la Tripolitania, di cui il governo di Dabaiba è riferimento. Questa fase di instabilità aveva creato nuove problematiche sui flussi irregolari. L’incontro di ieri costituisce dunque una triangolazione importante per il Mediterraneo, come viene sottolineato, peraltro, anche dalle rispettive note dopo l’incontro. Il comunicato di Palazzo Chigi pone l’accento sul problema dei traffici di esseri umani. «Nel corso dell’incontro - si legge- i tre leader hanno discusso il rafforzamento della cooperazione per rispondere alle sfide comuni, a partire da quella della gestione dei flussi migratori». E si aggiunge: «Ricordando gli eccellenti risultati raggiunti in questo ambito con la Turchia, il Presidente del Consiglio ha sottolineato l’opportunità di valorizzare le lezioni apprese applicandole anche per il sostegno all’azione del governo di unità Nazionale libico in ambito migratorio».










