Una missione lampo in Tunisia, per implementare il Piano Mattei, proprio lì dove è iniziato il percorso dell’impegno italiano in Africa. È stata l’iniziativa di ieri della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha incontrato in un bilaterale a Cartagine il Presidente della Repubblica tunisina Kais Saied. Un colloquio che riconferma il rapporto «eccellente», come viene evidenziato da Palazzo Chigi, tra i due Paesi. L’appuntamento tra i due leader è servito a mappare lo «stato di avanzamento delle progettualità per l’Africa, richiamando anche la dichiarazione congiunta sulle attività di cooperazione allo sviluppo firmata a gennaio».
Il vertice è molto concreto, e affronta dossier fondamentali anche per lo sviluppo tunisino. A partire dal progetto Tanit, viene specificato in una nota, «per l’impiego di acque reflue per il recupero di terreni agricoli e alla prossima creazione di un centro di formazione agricola a vocazione regionale».
Dunque, si riafferma il cuore del Piano Mattei: portare know how nei Paesi africani, anche come leva di contrasto all’immigrazione clandestina. Questo è stato un altro punto del confronto, considerando che la Tunisia «è un Paese importante con cui l'Italia desidera mantenere rapporti stretti e costanti, soprattutto per la sua stabilità e per la gestione della questione degli sbarchi». Dunque, è stato ribadito «l’impegno comune nel contrastare le reti criminali di trafficanti di esseri umani e allo stesso tempo promuovere vie legali di migrazione anche nel contesto del processo di Roma». La cooperazione, dunque, rimane leva fondamentale per combattere i traffici di esseri umani.










