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Mercoledì il consiglio comunale di Portoferraio, il paese più grande dell’isola d’Elba, ha approvato all’unanimità una mozione per assegnare una medaglia e dedicare una strada a Olimpia Mibelli Ferrini: è una lavandaia che nel 1944 si offrì di essere stuprata dai soldati dell’esercito francese per salvare altre donne dalle moltissime violenze che vennero commesse sull’isola nei giorni successivi alla liberazione dall’occupazione tedesca, durante la Seconda guerra mondiale.
Mibelli Ferrini nacque nel 1923 a Portoferraio in una famiglia povera, e si sposò a 15 anni con un militare stanziato a Livorno, rimanendo vedova dopo pochi anni. Lavorava come lavandaia. Quando le truppe degli Alleati angloamericani sbarcarono sull’isola, nel 1944, aveva 21 anni.
La liberazione dell’isola d’Elba dalle truppe nazifasciste avvenne fra il 17 e il 20 giugno e fu affidata all’esercito francese, aiutato da militari britannici e statunitensi e da alcuni partigiani elbani. I soldati delle truppe impiegate nell’operazione provenivano principalmente dalle colonie francesi, in particolare dal Marocco e dal Senegal. Dopo una battaglia in cui morirono quasi ottocento soldati di entrambi gli eserciti l’Elba fu liberata. I generali francesi concessero ai soldati il cosiddetto “diritto di preda”, oggi estremamente limitato dal diritto internazionale, ossia di impadronirsi dei beni del paese conquistato.







