Sulla questione dazi, la sinistra italiana sta dando il peggio di sé. E il rischio, concreto, è che anche a causa di atteggiamenti di questo tipo e di personalismi e calcoli spiccioli di alcuni leader europei salti tutto.

A dirlo è Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo. Intervistato dal Corriere della Sera, l'esponente di ECR sottolinea come dopo l'accordo di massima sui dazi raggiunto domenica dal presidente americano Donald Trump e la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen nel loro faccia a faccia in Scozia e i dubbi emersi negli ultimi giorni "i tecnici stanno lavorando ai dettagli. Ed è sui dettagli che è nato lo scambio di comunicati con sfumature diverse. Ma starei molto attento a non far saltare il banco".

MARCO FURFARO INSULTA MELONI, FDI LO SPIANA: "IL DRAMMA DI NON CONTARE NULLA"

Il campo largo è diventato a tutti gli effetti un campo minato. Dopo il terremoto giudiziario che ha investito il...

"Dazi al 15%, che includendo il 4,8 già esistente diventa il 10, sono meglio che al 30 per cento. E l'accordo è meglio dell'instabilità", spiega Fidanza. Lapalissiano, direbbe qualcuno, ma forse non per le opposizioni anti-Meloni che più volte hanno dato prova del loro tafazzismo che si traduce in atteggiamenti controproducenti per l'Italia stessa, più che per il governo.