Alcuni inneggiavano al suprematismo, altri erano vicini alla propaganda jihadista, altri ancora utilizzavano i social per attività di propaganda fascista. Tutti però sono minorenni.La polizia ha effettuato 22 perquisizioni, in varie province italiane, delegate dalle procure presso i Tribunali per i minorenni territorialmente competenti, nei confronti di giovani tra i 13 e i 17 anni individuati in contesti estremisti di matrice suprematista, accelerazionista, antagonista e jihadista.L'attività è stata coordinata dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione.Tra i giovanissimi a finire nel mirino un quattordicenne di Oristano seguace dei suprematisti che pubblicava foto sui social con il volto travisato mentre impugnava coltelli e pistole; due 17enni che a gennaio durante una manifestazione non preavvisata a Bologna per Rami, il ragazzo morto durante un inseguimento, hanno danneggiato telecamere, vetrine di esercizi commerciali e banche presenti sul percorso del corteo. E ancora un altro coetaneo che a Ravenna seguiva la propaganda jihadista dell'Isis, condividendo contenuti dello stesso tipo in gruppi whatsapp e un quattordicenne che pubblicava on line contenuti di natura nazista e antisemita.Dalle indagini degli ultimi anni si registra un boom della diffusione di contenuti estremisti e violenti sui social da parte di minorenni. I dati della polizia raccontano che da gennaio del 2023 ad oggi, sono 12 i minori sottoposti a misura cautelare (uno nel 2023, cinque nel 2024 e sei nella prima metà del 2025) ed altri 107 oggetto di approfondimenti investigativi, come perquisizioni personali, domiciliari e informatiche (9 nel 2023, 46 nel 2024, 52 nella prima metà del 2025).Per il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi "la radicalizzazione online non è solo una minaccia alla sicurezza, ma una sfida culturale profonda". "Non parliamo di giovani criminali - ha sottolineato - ma di ragazzi disorientati, che nel web cercano ciò che la società ha smesso di offrire: senso, identità, ascolto. Serve sì fermezza, ma soprattutto un cambio di passo educativo e relazionale. Dobbiamo saper costruire un'alternativa concreta, capace di riportare i giovani alla vita reale: una vita fatta di legami autentici, emozioni vere e presenze significative".Mentre il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, in un'informativa al Senato sulla prevenzione e il contrasto dei femminicidi in età adolescenziale, ha parlato di "alfabetizzazione emozionale" nei nuovi programmi scolastici."Cioè - ha detto - all'allenare bambini e bambine a capirsi nella complementarietà delle rispettive differenze e in tale direzione è necessario proprio avviare a scuola un profondo lavoro educativo di prevenzione, un'educazione del cuore che crei occasioni didattiche di esperienza, di sentimenti basilari come la fiducia, l'empatia".
I baby-estremisti, perquisiti 22 minori in tutta Italia - Notizie - Ansa.it
Dal jihadismo al suprematismo, è boom. Piantedosi 'grande sfida' (ANSA)












