Negli ultimi dieci anni, le pensioni italiane hanno subito una significativa erosione del loro potere d’acquisto. La perdita maggiore riguarda gli anni 2023 e 2024 in cui l’inflazione era molto alta ed il metodo di rivalutazione più severo, non per fasce ma per importi complessivi. Il punto più grave è che non si tratta di una perdita circoscrita ai due anni, ma di una sottrazione di reddito pensionistico permanente nel tempo.

In particolare le pensioni dei professionisti erano e sono rimaste fra le più basse. I trattamenti pensionistici medi dei professionisti variano ampiamente a seconda della cassa previdenziale di riferimento, della tipologia di professione e del reddito percepito durante la carriera lavorativa. Non esiste un importo medio unico per tutti i professionisti, ma si possono individuare alcuni elementi di differenze significative con la costatazione che le pensioni dei professionisti erano e sono rimaste fra le più basse.

Così le pensioni medie annue lorde per gli ingegneri ammontano a 30.300 euro, per gli architetti 19.617 euro, per i geometri a 18.000, per i veterinari a 10.000, per i farmacisti a 7.500, per i biologi 4.300 e per gli psicologi 3.400.

Su questo fronte ha posto una valida resistenza la Cassa previdenziale dei medici , Enpam, favorendo il recupero inflazionistico basato sul 75 % fino a 4 volte il minimo Inps ed il 50% sul restante importo, e attivando un sistema di calcolo previdenziale più favorevole del secco sistema contributivo adoperato dalle altre Casse privatizzate.