«L’Europa mi ricorda un nobile che abita in una casa antica e meravigliosa, ma non si accorge che fuori il mondo sta cambiando e che bisogna lavorare per mantenere il privilegio», dice Sergio Dompé, numero uno dell’omonima azienda farmaceutica, uno dei principali gruppi di un settore che per l’Italia vale 10 miliardi di esportazioni negli Stati Uniti e per l’intera Ue 119 miliardi. «Spero che i dazi diano uno scossone perché sarà l’innovazione a determinare se l’Ue potrà mantenere un ruolo di potenza o si dovrà accontentare di una posizione sussidiaria».