MOSCA - La lista di proscrizione non esiste. Ma gli «Esempi di manifestazione della russofobia», questo il titolo della sezione apparsa una settimana fa sul sito del ministero degli Esteri russo, raccolgono frasi pronunciate da personaggi politici di diverso ordine e grado che i dirigenti e gli ambasciatori del dicastero retto da Sergey Lavrov si sono sentiti in dovere di contestare pubblicamente.

Il preambolo che le introduce rivela l’incapacità russa di capire le ragioni di quelle critiche, tutte riconducibili «all’Operazione militare speciale» lanciata da Vladimir Putin contro l’Ucraina. «Contrariamente e in violazione della risoluzione adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla lotta al linguaggio dell’odio, i rappresentanti dell’establishment politico occidentale e del regime di Kiev sono in competizione tra loro nell’impeto russofobo. In questa sezione registriamo gli esempi più eclatanti».