È stato segnato da più di un affondo il discorso di ieri di Mattarella alla cerimonia del Ventaglio davanti alla stampa parlamentare. Lo sguardo è andato sui diversi scenari per concentrarsi su Israele dove continua «l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente» e su Putin che ha «cancellato la pace». E proprio alla luce della violazione di ogni regola e del diritto umanitario, che arriva a spiegare la necessità di una difesa comune Ue mentre c’è l’amarezza per un multilateralismo messo in discussione da chi vuole archiviare l’Onu e l’Oms, senza visione per i rischi sul futuro.

In questo scenario, c’è anche la mano di Trump che è diventata assai pesante sui dazi con una scelta di «contrapposizione economica che rischia di produrre altre forme, più rudi e pericolose, di contrapposizione». Rischio elevato in un mondo dove c’è «una crescente polarizzazione delle ricchezze a fronte di grandi sacche di povertà». Ma, girando lo sguardo sui fatti domestici, due sono le notazioni dal suo discorso di ieri: il richiamo a politica e giustizia che «non si avvertano come fortilizi contrapposti, con l’obiettivo di conquistare spazi in territorio altrui»; e ai partiti sulla Rai. «Il quadro offerto nella commissione parlamentare di vigilanza sulla designazione del presidente della Rai è sconfortante. La libertà vive del funzionamento delle istituzioni, non della loro paralisi». Sono questi i punti che fissa Mattarella prima della pausa estiva e proprio nel giorno in cui il Governo richiama l’ambasciatore russo per aver inserito anche il capo dello Stato tra i “nemici” di Mosca, lui non arretra di un millimetro nel suo j’accuse a Putin, anzi con ironia dice «non ci facciamo mancare nulla».