Le dehors est toujours un dedans (l’esterno è sempre un interno), scriveva nel 1923 Le Corbusier nel suo libro più noto, Vers une architecture. E oggi la sua celebre frase è più che mai attuale in uno scenario in cui si cerca sempre di più l’equilibrio tra dentro e fuori. Nel tentativo di recuperare ulteriore spazio abitabile, siamo infatti ormai abituati a vedere la trasformazione dell’outdoor in una stanza en plein air con lo stesso carattere degli ambienti indoor. Le aziende hanno fatto passi da gigante per dare vita alla perfetta sintesi tra estetica e tecnica facendo dialogare stili e “vezzi” tipici degli interni con materiali che garantiscono caratteristiche di durabilità e resistenza agli agenti atmosferici.

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Oggi però si sta assistendo a una nuova sensibilità: l’esterno diventa sì un prolungamento della zona giorno ma è pensato anche come un luogo per la meditazione. «Era già in atto la tendenza che ci spinge ad abitare le aree fuori casa con lo scopo di riscoprire il valore del contatto con la natura», commenta il designer Raffaello Galiotto «così come gli interni si connotano con un gusto più “open air” in cui si esalta il rapporto con la luce e il verde», sottolinea: «Ma oggi c’è un atteggiamento diverso: stare all’aperto si concilia maggiormente con la necessità di trovare il tempo per sé al fine di favorire con l’outdoor una relazione di tipo rilassante e meditativa».