Roma, 30 lug. (askanews) – Per contrastare la ludopatia le campagne proibizioniste servono a poco, come non ha senso distruggere le vigne per eliminare l’alcolismo. Gli esperti del Centro San Nicola, specializzato nelle terapie di Recupero dalle Dipendenze spiegano perché la decisione della Corte Costituzionale di dichiarare illegittimo l’articolo 7 comma quater del decreto Balduzzi è corretta.

“Il decreto Balduzzi – spiega in una nota, la dottoressa Alessia Marcaccio, direttrice clinica ed esperta di ludopatia del Centro San Nicola – vieta di mettere a disposizione, presso qualsiasi pubblico esercizio, pc o altri apparecchi connessi a internet che consentano ai clienti di scommettere e giocare online. L’approccio proibizionista serve a poco, l’obiettivo deve essere di educare a come si gioca in maniera spontanea. Anche perché il gioco – prosegue Marcaccio – fa parte della nostra vita, è una componente importantissima. Basti pensare che i bambini attraverso il gioco strutturano le prime relazioni interpersonali, e il gioco è uno strumento che permette di imparare a regolare le proprie emozioni”.

L’educazione è uno dei fattori principali che porta a sviluppare una dipendenza: “Sempre più spesso i genitori, quando un bambino più piccolo si mette a piangere, non perdono tempo a capire quale sia il problema, ma gli mettono in mano un telefonino. E in questo modo sono i primi a insegnare ai figli che lo schermo, il giochino, è il regolatore emotivo. A quel punto, ogni volta che si manifesta il sintomo, lo schermo diventa la soluzione”. Questo non vuol dire ridurre l’allarme sulla ludopatia, che purtroppo in Italia assume dimensioni preoccupanti e che richiede un approccio complesso.