Meno di 26 anni, un Isee non superiore agli 85 mila euro e il libretto universitario “in tasca”. Sono questi i criteri per ottenere l’abbonamento del trasporto pubblico gratuito dal prossimo anno scolastico. Promessa in campagna elettorale, annunciata a più riprese e progettata da febbraio, ieri la giunta Cirio ha messo nero su bianco la misura «Piemove, Piemonte viaggia studia». Diventando così la prima Regione con un progetto pilota che il governo spera sia «esteso a tutta Italia».
► Chi ha diritto ai mezzi pubblici gratuiti?
Investimento da 37 milioni in tre anni
Trentasette milioni e 200 mila euro investiti su tre anni, tra risorse del ministero dell’Ambiente, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, oltre che della Regione Piemonte, con il contributo anche degli atenei partecipanti (Politecnico di Torino, Università di Torino, Università del Piemonte orientale) e che riguarderà innanzitutto Torino, Asti, Biella, Cuneo, Novara e Vercelli: «Ma siamo aperti a tutti i capoluoghi di provincia e a tutte le scuole (dall’Escp allo Ied, ndr) che vogliono partecipare perché l’iniziativa sia estesa anche ai loro studenti», spiega il governatore Alberto Cirio prima di apporre la firma sul contratto con tutti i sindaci.









