ODERZO - Recensioni negative condite anche da insulti. I leoni da tastiera si sono scatenati contro la Audrey Patisserie, il locale in piazza Grande che ha deciso di applicare 10 centesimi come spesa di servizio a chi richiede la brioche tagliata a metà. «E' vero che abbiamo ricevuto degli insulti – commenta la titolare Audrey Fant – ma solo nei social. Nessuno è venuto a farci delle rimostranze di persona. Al contrario abbiamo avuto dai nostri clienti tanta solidarietà. Dispiace, ma noi andiamo avanti, perché cerchiamo sempre di fare al meglio il nostro lavoro. Ormai non leggo neanche più quello che scrivono».

«E' vero che su Google ci sono recensioni negative e qualcuno si è lasciato andare a insulti pesanti. Ma queste persone non sono i nostri clienti – dice Massimiliano Viotto, il figlio di Audrey che gestisce pure l'Arbor, la nota pizzeria che sta di fronte -. Anzi, se posso dire, tutto questo baccano non ha fatto altro che consolidare la nostra clientela, quella che da oltre un anno segue Audrey Patisserie con affetto».

«È una libera scelta dell’imprenditore. Non credo sia una questione di costi perché il cioccolatino o il biscottino che ti offrono insieme al caffè costa sicuramente di più – commenta la sindaca Maria Scardellato -. Se la richiesta di dividere la brioche fosse stata saltuaria probabilmente non ci sarebbe stato il supplemento. Evidentemente, essendoci anche l’offerta di dolcetti mignon, la prassi di chiedere la divisione delle brioche non piace ai gestori perché una preparazione ordinata e pulita, richiede tempo». «Credo sia importante riportare la questione alla giusta misura. Parliamo di un sovrapprezzo di 10 centesimi - aggiunge Tommaso Marchetti, assessore al commercio -. Posso comprendere che l’episodio abbia suscitato qualche perplessità, ma la reazione mediatica e social che ne è seguita appare sinceramente sproporzionata. Dobbiamo ricordare che dietro ogni attività commerciale ci sono persone: imprenditori e famiglie che ogni giorno si spendono tra mille difficoltà, affrontando costi crescenti, burocrazia, margini ridotti e una concorrenza sempre più aggressiva. È giusto vigilare sulla trasparenza verso i consumatori, ma serve anche rispetto per chi lavora con impegno, contribuisce alla vitalità del centro e rappresenta una parte essenziale della nostra comunità economica e sociale».