«Èun giorno triste, quello in cui un’alleanza di popoli liberi, riuniti per affermare i loro valori e difendere i loro interessi, si rassegna alla sottomissione». A parlare così non è un isolato oppositore, una coscienza critica inascoltata. È François Bayrou, primo ministro della Francia, unica potenza nucleare dell’Unione europea, unica ad avere un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. Questo dettaglio non dà soltanto il segno della debolezza della Francia. Dà il segno della debolezza dell’Europa. Anche perché in Francia l’alternativa all’attuale governo non è un governo più europeista, ma lo scontro tra due populismi contrapposti, uno di estrema sinistra e uno — molto più forte — di estrema destra, i quali segnerebbero entrambi la fine dell’Europa così come la conosciamo.
L'Europa e lo spettro del declino
L’unico modo che l’Europa avrebbe per reagire, con Ursula o meglio con un leader che sia davvero tale, sarebbe un grande piano per reindustrializzare il continente







