VILLE D'ANAUNIA (TRENTO) - I diversi crolli di roccia registrati nei giorni scorsi sulla Cima Falkner (nelle Dolomiti di Brenta, in Trentino, a 2.999 metri sul livello del mare) segnalano un progressivo sgretolamento della parete rocciosa e una situazione ancora in divenire, pertanto restano chiusi tutti i sentieri e le vie alpinistiche della zona. La decisione è stata confermata al termine del sopralluogo tecnico eseguito nella mattinata di lunedì 28 luglio dal Servizio Geologico della provincia di Trento con il supporto del Nucleo elicotteri.

Il sopralluogo è scattato dopo la segnalazione di una nuova frana e ha portato anche all'evacuazione di tutti gli escursionisti presenti in zona. Cima Falkner sarà dunque costantemente monitorata dal Servizio Geologico e dal Nucleo Droni dei vigili del fuoco di Trento. Nuovi sopralluoghi saranno condotti nei prossimi giorni.

La Provincia Autonoma di Trento ha diramato un aggiornamento. Dalle ricognizioni è emerso che crolli multipli di roccia hanno interessato entrambi i versanti (occidentale e orientale) della cima, tanto che è stata disposta la chiusura immediata di tutte le vie alpinistiche e ferrate e dei sentieri che interessano direttamente la zona, tra cui il Benini (n. 305) e i sentieri n. 315, 316 e 331. Per chi non rispetta i divieti sono previste sanzioni dai 300 ai 900 euro. La decisione è stata presa in seguito a una riunione tecnica convocata dal Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna della Provincia alla quale hanno preso parte i Servizi Geologico, Antincendi e protezione civile e Prevenzione rischi e Cue, Foreste, i Comuni di Tre Ville e Ville d’Anaunia, la Sat (Società Alpinisti Tridentini), il Soccorso alpino e speleologico del Trentino e la Federazione dei vigili del fuoco volontari del Trentino. In particolare il sopralluogo «ha evidenziato come l’intera cima sia interessata da un fenomeno morfogenetico in atto, verosimilmente correlato alla degradazione del permafrost» e «sono state rilevate fratture che mostrano segni di evoluzione recente, oltre alla presenza di ghiaccio in corrispondenza delle nicchie di distacco», particolare che «indica un dissesto in corso, con potenziale aggravamento della situazione».