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Ultimo aggiornamento: 13:59

“Per un Paese esportatore come il nostro i dazi sono sempre un problema, ma da una prima analisi l’impatto per alcuni settori potrebbe non essere così drammatico“, ha detto al Corriere della Sera, commentando l’accordo sui dazi al 15%, Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare.

Il ministro di Fratelli d’Italia ha espresso una visione ottimista, sebbene abbia ammesso che “non vi è alcuna certezza”: “Intanto alcuni prodotti nostri non sono replicabili negli Stati Uniti. Pensiamo all’olio di oliva, che importano per il 95%, o al pecorino, che lì non sanno fare”, ha spiegato. Secondo Lollobrigida, indipendentemente dal prezzo, gli americani dovranno continuare a importare certi beni “dai Paesi in grado di produrli”. “Probabile che gran parte dei dazi non saranno pagati dai produttori italiani, ma verranno spalmati sull’intera filiera, che per la maggior parte dei prodotti, per valore, è negli Stati Uniti”, ha continuato.

Il ministro dell’Agricoltura ha anche sostenuto che “alcuni prodotti potrebbero mantenere inalterati i dazi precedenti all’aumento fatto da Trump nell’aprile scorso. Il parmigiano, ad esempio dal 15%, che paga dal 1964, era schizzato al 25%. Se i dazi fossero al 15% flat per i produttori di parmigiano sarebbe un risultato eccezionale. Ma anche sul resto dei formaggi e sugli aceti il 15% sembra potenzialmente assorbibile senza influenzare in modo negativo il nostro export”.