Per l’Europa, e in particolare per il mondo dell’auto, non è un momento felice. Due cattive guerre incombono ai nostri confini sconvolgendo lo scenario economico, mentre avanza l’indispensabile transizione energetica che mette sotto pressione attività consolidate da tempo. Ma, come l’esperienza insegna, in questa atmosfera cupa trapelano diversi raggi di luce. I cambiamenti, quasi sempre, fanno sbocciare promettenti opportunità e, su settori magari un po’ seduti, arriva una ventata di freschezza capace di attirare, o addirittura far nascere, realtà diverse, piene di forza e creatività. Soggetti in grado di stimolare e dare un impulso positivo anche alla concorrenza. E, in questo contesto, la Penisola è sicuramente un bocconcino molto allettante nonostante alcuni settori attraversino una “pausa di riflessione”.

Il nostro paese ha grandi prospettive dal punto di vista della mobilità, sia per lo spessore del mercato, sia per la tradizione e passione che ha storicamente alimentato il comparto. Così, di punto in bianco, appare all’orizzonte una ghiotta chance: due eccellenze globali, ognuna nella sua particolare specializzazione, si uniscono attratte dal potenziale tricolore. Da una parte la cinese Geely, dall’altra la saudita Jameel Motors, collaborano siglando uno strategico accordo per portare nel Belpaese la punta di diamante della futura mobilità. L’accordo “asiatico” prevede di importare, distribuire e vendere, nel modo più vantaggioso possibile per i clienti, le autovetture del brand Geely, la parte più corposa del Gruppo che i nostri automobilisti già conoscono ed apprezzano.