VENEZIA - Sulla scena ci sono scale e tappeti elastici, ci sono corpi, tensioni e spazi vuoti. Perché non c'è l'umano al centro dell'attenzione per Yoann Bourgeois che domani e giovedì porta all'interno di un capannone in via dell'Idrogeno 7, nell'area industriale di Marghera, un nuovo lavoro nato in tandem col cantautore canadese Patrick Watson (info www.labiennale.org). Coreografo per Nederlands Dans Theater o Göteborg Opera, ma anche per popstar come Coldplay o Pink e per le firme dell'alta moda, Bourgeois ha fatto dell'arte della caduta un elemento coreografico, un "gioco di vertigini" che fonde danza e acrobatica alla ricerca dell'equilibrio. Diventando virale sui social.
Bourgeois, lei parla di gravità e inerzia come "forze invisibili dal potere eloquente". La coreografia non è controllo del corpo?
«Non vedo il corpo come un'entità isolata da controllare. Pensare al "corpo" presuppone una separazione artificiale, piuttosto penso con esso, in esso, attraverso di esso. Gravità, inerzia sono forze che attraversano il corpo e lo plasmano. Per me la coreografia non consiste nell'imporre un gesto, ma nell'esporre un essere a queste forze, creando le condizioni per un dialogo con esse. La danza diventa allora un luogo di ascolto, non di dimostrazione». Descrive la danza come un "lasciar andare" in cui l'inconscio guida il movimento».










