Si definisce «il cattivo del rock», ma è anche il più romantico del rock: Alice Cooper ha riunito la sua band originaria, dopo 50 anni, per il nuovo disco «The Revenge of Alice Cooper», uscito il 25 luglio. E l’anno prossimo festeggia 50 anni di matrimonio con la moglie Sheryl, «la donna perfetta».
Partiamo dalla band: una reunion dopo mezzo secolo?
«Quando ci siamo sciolti, nel 1974, non c’era sangue amaro. Gran parte delle band si lascia perché si odia, invece noi siamo rimasti amici, collaborando qua e là, quindi 50 anni dopo li ho chiamati e ho detto “perché non facciamo un disco?”. È stato davvero divertente lavorare con i ragazzi e di sicuro lo faremo ancora».
Allora come mai vi eravate sciolti?
«Avevamo iniziato ai tempi delle superiori, in Arizona, con il grande sogno di andare a Los Angeles e diventare famosi. Ogni band pensa queste cose. Siamo andati a LA e ci siamo resi conto che eravamo un pesce piccolissimo in un oceano gigante. A nessuno interessava quel che facevamo perché eravamo molto teatrali, diversi da tutti gli altri. L’unico che ci ha dato corda è stato Frank Zappa, ma comunque i primi due dischi non sono andati bene. Poi sono arrivati i dischi di platino, però ci siamo trovati a un punto in cui eravamo esausti. Ci sentivamo fratelli, ma artisticamente non ce la facevamo più».







