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Ultimo aggiornamento: 8:05
La Plaquemines Parish è la striscia di terra della Louisiana che da New Orleans si allunga nel Golfo del Messico. Qui, dalla metà degli anni Sessanta, era in vigore un consent decree che obbligava il locale distretto scolastico a desegregare le scuole. Bianchi e neri dovevano avere accesso agli stessi programmi, classi, strutture. Con il nuovo anno scolastico, l’ordine non sarà più in vigore. Il Dipartimento di Giustizia lo ha infatti annullato. “Il distretto scolastico di Plaquemines Parish non dovrà più dedicare preziose risorse locali a una questione di integrazione che si è conclusa due generazioni fa”, ha dichiarato la responsabile dell’ufficio diritti civili del Dipartimento, Harmeet Dhillon.
La storia dei consent decree si intreccia a quella, tragica e infinita, del razzismo americano. Una famosa sentenza della Corte Suprema del 1954, “Brown v. Board of Education”, riconobbe il diritto di una ragazzina di Topeka, Kansas, di frequentare la scuola pubblica – bianca – vicino a casa, invece di farsi ogni giorno decine di chilometri in autobus per raggiungere la scuola – nera – dove l’avevano destinata. Sino ad allora, aveva prevalso la dottrina “separate but equal”: le scuole segregate avevano il diritto di esistere, purché le strutture messe a disposizione degli studenti dei diversi gruppi etnici fossero di pari livello. La sentenza del 1954 stabiliva un principio diverso. Strutture scolastiche diverse sono per forza di cosa ineguali. La segregazione nella scuola pubblica violava il 14esimo Emendamento, che riconosce “eguale protezione” per tutti gli americani, a prescindere da appartenenza etnica e razziale, sesso, religione.






