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11 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 8:02

Los Angeles è di nuovo un campo di battaglia. Migliaia di soldati della Guardia Nazionale, 700 marines in assetto di guerra, blindati per le strade e droni militari nei cieli: l’ordine è arrivato direttamente dal Presidente Trump. L’obiettivo? Reprimere le rivolte esplose per difendere gli immigrati, mentre sventolano bandiere messicane tra fumo e sirene. A opporsi è il governatore della California, Gavin Newsom, che accusa: Trump fomenta il caos e “compie atti da dittatore“.

Il potenziale candidato democratico alla Casa Bianca nel 2028 è ormai simbolo di una resistenza istituzionale che ricorda in modo straordinario la finzione divenuta profezia nel film Civil War di Alex Garland. Nella pellicola, la California è uno degli stati (insieme al Texas) a ribellarsi al governo federale di Washington, dando vita a una guerra civile che le immagini in tv di oggi da LA sembrano confermare. Garland non gioca con la fantascienza, ma con l’accelerazione della realtà. I suoi Stati Uniti sono un mosaico frantumato di milizie, secessioni e vendette personali, dove la democrazia è ormai una parola vuota: l’autoritarismo, che può assumere varie forme, è già un dato di fatto.