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Ultimo aggiornamento: 16:30

Le espulsioni rapide di persone detenute lontano dal confine con Messico, uno dei punti principali della politiche di Donald Trump, non sono legittime. Lo ha deciso la giudice Jia Cobb della Corte distrettuale per la capitale (nominata da Joe Biden), che con un parere di 48 pagine ha vietato all’amministrazione Usa di procedere all’espulsione accelerata fuori dai casi stabiliti dalla normativa. Secondo la legge statunitense, infatti, la procedura sarebbe attuabile per i migranti solo se questi si trovano negli Stati Uniti da meno di 14 giorni e in un raggio di 160 chilometri dal confine messicano.

La giudice federale ha dunque bloccato i tentativi dell’amministrazione Trump di estendere la procedura di espulsione accelerata per gli immigrati irregolari, stabilendo che l’applicazione estesa della norma crea “un rischio significativo” che le persone che potrebbero avere diritto a rimanere negli Stati Uniti, vengano invece espulse dal Paese.

Cobb ha accolto la richiesta di un gruppo di immigrati di sospendere la procedura nota come “rimozione accelerata” che era stata precedentemente utilizzata per espellere rapidamente i migranti trattenuti al confine con il Messico, se erano entrati negli Stati Uniti nelle due settimane precedenti. Tuttavia, da gennaio scorso, l’amministrazione Trump aveva esteso l’applicazione del procedimento a tutto il Paese, per dare una stretta all’immigrazione irregolare attraverso le deportazioni veloci.