“Chi controlla l’energia – o il passaggio della sua distribuzione – detta l’agenda internazionale” scrive Rita Lofano (direttrice dell’Agenzia giornalistica Italia) nell’editoriale che apre l’ultima uscita di WE – World Energy, la rivista di Eni dedicata al mondo dell’energia. Il numero di luglio, intitolato Checkpoint Energy, racconta il ruolo delle infrastrutture logistiche nel ridisegnare gli equilibri globali. Arrivato alla 65ª edizione, WE esce ogni tre mesi ed è liberamente consultabile online, sia in italiano che in inglese.

Non siamo più nel “mondo piatto” della globalizzazione, spiega più avanti Francesco Gattei (Chief Transition e Financial Officer di Eni): per trent’anni l’interdipendenza economica è sembrata sufficiente a ridurre i conflitti e conciliare modelli economici e sociali diversi, in un gioco da cui tutti potevano uscire vincitori. Oggi questo ottimismo sta venendo meno, col ritorno del protezionismo commerciale e del clima di sospetto tipico del Novecento. La politica energetica sta tornando a essere una questione di sicurezza. Non basta più controllare le risorse: l’obiettivo è dominare l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione.

Usa e Cina ridisegnano la mappa energetica globale, mentre l’Europa resta indietro