L’e-mail era convincente. Lui ha premuto invio e, dieci anni dopo, i risultati sono questi: da 22 passeggeri a 50 milioni; da 15 dipendenti a cento; da un’azienda agganciata a sessanta; da una città collegata a 300, con tratte brevi (Milano-Torino si fa in un’ora e mezza) o stralunghe (Milano-Palermo, 22 ore). È la storia in numeri di Flixbus in Italia, l’azienda dei bus verdi per viaggi low cost. Nata startup per i pendolari tedeschi, diventata colosso nel mondo — sta per arrivare in Australia —, ha vissuto un decollo che è passato (molto) per il nostro Paese. Qui, infatti, c’è il primo mercato «esterno» in cui i fondatori sono sbarcati. Non è un caso. A indirizzarli è stato proprio un italiano, fresco di studi in Bocconi e altrettanto fresco di dimissioni da una multinazionale date per amore.