Più di 50 milioni di viaggiatori hanno scelto di attraversare l’Italia a bordo della flotta FlixBus negli ultimi dieci anni, 10 milioni portati su strada solo nel 2024. Un traguardo che permette alla travel tech tedesca di rilanciare le sue ambizioni. “Per il 2025 l’obiettivo è superare i 200 milioni di fatturato in Italia”, dice in una intervista a Wired Cesare Neglia, direttore generale di FlixBus Italia, in occasione delle celebrazioni per il primo decennio di operatività nel Paese.

Sono 300 le destinazioni in 19 regioni che vengono messe in contatto da FlixBus nella Penisola, con il 40% delle fermate che si trova in centri con meno di 20mila abitanti. Decisiva l’alleanza con le aziende partner legate al territorio, che mettono a disposizione della società 350 vetture pilotate da 2mila autisti. “Siamo partiti nel 2015 con la prima linea Milano-Venezia e 20 persone che lavoravano in Italia - ricorda Neglia -. Oggi colleghiamo centri non serviti da altri mezzi di trasporto, con un’offerta conveniente che porta il turismo al di fuori degli itinerari di massa”.

La forza di FlixBus, presente in 44 Paesi, è l’algoritmo proprietario che permette di portare sul mercato prezzi dinamici, in linea con quello che accade per i biglietti aerei: più aumenta la domanda e più sale il costo del singolo viaggio. E viceversa. “Prima si compra e più si risparmia”, sintetizza Neglia. La piattaforma gestisce quindi l’offerta e la domanda, pianifica la rete e si occupa di pricing, marketing e comunicazione. “Dall’altra parte ci sono le 60 aziende partner che si occupano di esercitare le linee, con la gestione degli autobus e l’assunzione degli autisti”, chiarisce il manager.