Una low cost con l’ambizione di assomigliare a una full service company con business class, programmi di fidelizzazione per i passeggeri, il servizio cargo e da luglio collegamenti a lungo raggio verso l’Europa e da qui verso gli Stati Uniti. IndiGo la compagnia indiana che in pochi anni è riuscita a conquistare il 64% del mercato nazionale si è posta una missione: fare diventare il trasporto aereo del Paese che già oggi corre con ritmi di crescita del 130% di passeggeri all’anno, il volando dell’economia dell’India. A guidare questa trasformazione da tre anni c’è un europeo, Pieter Elbers ex numero uno della compagnia olandese KLM che di questa missione ha fatto una ragione di vita: «Dobbiamo trasformare l’India in un mercato globale dell’aviazione e inserire IndiGo in questo viaggio», ha raccontato in un briefing con la stampa in occasione dell’assemblea annuale della Iata, a New Dehli.

L’olandese volante, trasferitosi a New Dehli non solo come scelta professionale dopo una carriera passata anche dall’Italia dove guidò per un breve periodo la partnership tra Air France-KLM e Alitalia prima del divorzio, ora ha scelto di restare e di integrarsi con società indiana, vestendosi come loro e pensando come loro, con un approccio olistico che sembra funzionare: «Se osi e ti impegni sei ricambiato e l’India è stata molto gentile con me nel ricambiare l’ospitalità».