TORINO. «Ursula von der Leyen e i suoi colleghi a Bruxelles sono stati mangiati vivi da Donald Trump», dice Alec Ross. «Le sue tattiche di intimidazione ed esagerazione hanno funzionato nel raggiungere i suoi obiettivi, e gli europei sono apparsi estremamente deboli». Secondo l’economista, già consigliere di Hillary Clinton e professore alla Bologna Business School, l’accordo «evita una guerra commerciale», ma solo «nel breve termine». La colpa, dice, è da cercare a monte: «Siamo in questa situazione a causa di anni di incompetenza e iper-regolamentazione da parte di politici e regolatori Ue che trattano sempre da una posizione di estrema debolezza».
Sembrava che i rapporti tra Giorgia Meloni e gli Usa potessero favorire una soluzione più equilibrata. Non è andata così.
«Non metterei sullo stesso piano von der Leyen e Meloni. Sono figure molto diverse, con responsabilità altrettanto diverse. Una è stata un’interlocutrice efficace con gli Stati Uniti, l’altra no. Non credo che la presidente del Consiglio debba essere ritenuta responsabile di questo risultato. Anzi, se mai, è stata proprio lei — più di chiunque altro in Europa — a costruire un’immagine più favorevole dell’Ue agli occhi di Trump. Questo, certo, non ha portato a un accordo commerciale equo e bilanciato con gli Stati Uniti, ma non era nemmeno suo compito. Era compito di von der Leyen. E von der Leyen ha fallito».












