Roma, 28 lug. (askanews) – Sarà un lavoro che richiederà ancora settimane, probabilmente, quello necessario a comporre alleanze e candidature del centrosinistra alle regionali, ma la tappa significativa sarà quella di mercoledì, l’interrogatorio di Matteo Ricci per l’inchiesta sugli affidi del comune di Pesaro.
Nella visione di Elly Schlein tutto si tiene, il quadro va composto con una trattativa che tenga conto di un equilibrio complessivo con gli alleati e, soprattutto, con una visione molto chiara: l’alleanza più larga possibile, quel “campo largo” con cui si dovrà poi andare alle politiche. La vicenda marchigiana, però, è diventata la prima tessera del domino, sistemata quella – sperano al Pd – a cascata dovrebbero andare al proprio posto tutte le altre situazioni, sia pure con qualche settimana di ritardo.
Le Marche sono il primo passo, innanzitutto però Ricci era l’unico candidato certo fino alla scorsa settimana ed è tornato in discussione per l’inchiesta sugli affidi del comune di Pesaro ai tempi in cui era sindaco. Lui ha ottenuto il sostegno praticamente di tutti gli alleati, anche la segretaria Schlein lo ha pubblicamente appoggiato nel finesettimana. L’incognita resta Giuseppe Conte, i temi legati alle inchieste sono sempre delicati per M5s e l’ex premier ha detto di voler “valutare approfondiamente le carte”, cosa che in parte ha già potuto fare dal momento che Ricci gli ha mandato copia dell’avviso di garanzia in cui gli viene contestato di avere ottenuto un vantaggio in termini di consenso”, ma non di avere intascato denaro. Un distinguo che, si augura il candidato e anche il Pd, dovrebbe bastare a Conte.











