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Nei giorni scorsi a Roma sono stati appesi manifesti che associano slogan sul decreto Sicurezza, entrato in vigore lo scorso aprile, a immagini discriminatorie e razziste generate con l’intelligenza artificiale. Fanno parte di una campagna pubblicitaria della Lega, il partito del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha suscitato molte polemiche. Nel fine settimana il comune di Roma ha deciso di rimuoverli spiegando che violano le regole comunali sui «contenuti etici delle pubblicità», perché tra le altre cose contengono stereotipi legati all’appartenenza etnica. La Lega ha ampiamente protestato contro la decisione del comune e ha annunciato che farà affiggere i manifesti anche in altre città italiane.

I cartelloni pubblicitari appesi in giro per Roma sono di tre tipi. In uno si vedono degli attivisti impegnati in un blocco stradale che tengono uno striscione con la scritta “Ultima degenerazione”, un riferimento ironico al gruppo di attivisti ambientalisti Ultima Generazione. Lo slogan del manifesto dice: «Blocchi una strada a chi lavora? Finisci in galera». Il decreto Sicurezza ha infatti aumentato molto le sanzioni per chi partecipa a un blocco stradale: finora era prevista una multa che andava da mille a 4mila euro, ora è stata introdotta la reclusione fino a un mese, oltre a una multa fino a 300 euro.