Ci sono padri arrivati in Italia anni fa. Hanno una compagna italiana, figli italiani, ma quando è scaduto il permesso di soggiorno per lavoro si sono ritrovati rinchiusi nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio di corso Brunelleschi a Torino. È il caso di «un ecuadoriano incensurato e con un lavoro stabile, fermato dalle Forze dell’Ordine per un controllo documenti mentre faceva una grigliata con gli amici in un parco e subito arrestato e portato qui. Oppure un signore serbo in Italia dal 1981: quando l’azienda dove lavorava ha chiuso lasciandolo disoccupato si è ritrovato senza permessi per restare nel Paese. È stato fermato mentre distribuiva pasti a degli anziani come volontario».
Inferno Cpr, Avs: “Metà degli ospiti usa psicofarmaci, a Torino migranti in condizioni disumane”
GIULIA RICCI, CATERINA STAMIN
Le storie arrivano dal racconto di una delegazione di Alleanza Verdi e Sinistra che oggi pomeriggio ha visitato il CPR. A guidarla, l’europarlamentare Ilaria Salis, insieme alle consigliere regionali Giulia Marro, Valentina Cera e Alice Ravinale e al deputato torinese Marco Grimaldi. «Chi è detenuto qui dentro non ha accesso a cure adeguate e viene trattato con ampio uso di psicofarmaci sedativi - ha detto Salis -. Le condizioni sono disumane e indegne di un Paese civile. Per questo chiediamo che la detenzione amministrativa venga abolita».










